U.N.I.T.A.L.S.I
Sottosezione: Teramo
Gruppo: Giulianova

Bambini a Loreto

(come il Santuario si è animato della loro gioia)
E' il 4 luglio 1997. un pullman carico di malati, volontari e soprattutto di vivaci bambini sta per partire da Giulianova, diretto là dove la tristezza diviene una felicità senza limiti e la realtà è cullata da un sogno realizzabile:
LORETO, il Santuario della speranza e di un amore unico e concreto. Nessuno può rimanere serio all'udire le grida festose dei bimbi, seduti agli ultimi posti per combinarne di tutti i colori. In un'ora circa siamo già arrivati alla nostra meta; un'allegra brigata di giovani volontari travestiti da ctown e con immensi sorrisi dipinti sui volti, ci accoglie cantando "a suon di tamburo". Noi saremo delle guide per i nostri piccoli angeli, con cui torneremo a giocare e che sicuramente non ci daranno pace! Dopo aver fatto amicizia con gli altri e aver svuotato il cesto di 'benvenuto" pieno di caramelle, ci sistemiamo nelle camerate attendendo la cena. Noi siamo addette al refettorio e durante ogni pasto la nostra tavolata canta e suona con mezzi di fortuna (come bicchieri, piatti e pugni), suscitando la curiosità e il divertimento di malati ed anziani che sono alquanto più calmi. Tra un gioco e una risata si fa sera ed inizia una nuova avventura: convincere i bambini ad addormentarsi, cosa abbastanza ardua, data la loro incessante vitalità. Proprio quelli che durante il giorno sono i più birboni, la notte tornano a sognare come angioletti, senza che nulla riesca a svegliarli.
Il secondo giorno trascorre confermando l'entusiasmo iniziale:
bambini che corrono e saltellano intorno ai malati, guide che impazziscono a star loro dietro, vecchietti che ritornano con la memoria ai giorni della loro infanzia, sono le scene più frequenti ed emozionanti. L'apparente tristezza che ci aveva colte prima di giungere qui, al pensiero delle realtà dure e sfacciate cui ci saremmo trovate dinanzi, è ormai inesistente, perché traspare dagli occhi dei piccoli malati ma anche da quelli un po' più grandi non un senso di rassegnazione e sfiducia, ma al contrario un'aura di luce, carica di un'incredula voglia di vivere e di una speranza che va oltre i desideri. I bambini portano la loro gioia e ne ricevono un amore nuovo e diverso, che lì accompagnerà come persone ormai uniche nella loro crescita.
L'indomani partiamo per una destinazione ignota che si svela in tutta la sua fierezza quando, scendendo dagli autobus, ci troviamo in una vera e propria savana: gli animali più strani ed insoliti ci passano innanzi e noi li guardiamo con curiosità e stupore. Dopo un picnic sull'erba e qualche gioco, torniamo a Loreto, dove i genitori aspettano i propri figli per rivederli; essi raccontano l'avventura allo zoo, ma in fin dei conti non sono poi così entusiasti di rincontrarli, perché li vedono divertirsi e non vogliono ancora pensare che domani torneranno a casa da loro. La sera arriva persino un mago a farci ridere.
Il sole si leva sulla nostra ultima mattinata a Loreto, che trascorrerà tra abbracci, saluti e lacrime, che scendono pur se tentiamo cli mantenerle: "ciao amici, non vi dimenticheremo!", dicono le nostre labbra e i nostri occhi, attaccati ai finestrini del pullman che ci riporta a Giulianova.