MONASTERO SANTO VOLTO
DEI MONACI BENEDETTINI SILVESTRINI
Giulianova (TE)

Consacrati dallo Spirito Santo, araldi del vangelo e ministri dell'altare

"Grandi cose ha fatto il Signore per noi, per questo in lui esultiamo di gioia". Tali parole bibliche affiorano immediate alla mente e sbocciano nel cuore a illustrazione del "mistero" celebrato, domenica 1 ottobre 2006, con l'ordinazione presbiterale di d. Carlo Farinelli e di d. Winceslas Kakule Mupira per il ministero di mons. Michele Seccia, vescovo di Teramo-Atri. La chiesa del Santo VOlto di N.S. Gesù Cristo in Giulianova, alle ore 17, accoglie per la prima volta nel corso della sua storia, che data al 4 aprile 1959, la celebrazione di un tale evento, partecipe anch'essa a suo modo, in novità singolare, dello"spirito e vita", che promana dalla presenza sacramentale della "meraviglia" dell'amore del Signore.
Eloquente, anche a colpo d'occhio, la teoria della processione introitale, che incede in silenzio sino al limitare della chiesa, allorchè si eleva corale il canto, potenziato dalle note dell'organo. Lo sguardo dell'assemnblea converge su d. Carlo e su d. Winceslas, chiaro indice di fraterna simpatia e di viva condivisione dell'evento sacramentale in compimento. Mons. Seccia presiede la concelebrazione eucaristica, assistito dal diacono d.Jacob Tavuyangindo, avendo al suo lato l'abate generale d. Andrea Pantaloni e il priore d. Fortunato Radicioni, mentre d. Franco Marcone guida la celebrazione. Una trentina sono i concelebranti, monaci (fra cui fr. Cletus Perera, priore di Ampitiya in Sri Lanka, e fr. Robert Nayak del priorato di Vijayawada in India), religiosi, preti.
La chiesa si presenta gremita di fedeli, disposti anche all'esterno e in ambiti contigui, coperti dall'amplificazione sonora. Degna di menzione la partecipazione del sindaco di Giulianova dott. Claudio Ruffini con fascia tricolore a tracolla, delle religiose, fra cui emergono le Suore Benedettine Riparatrici del S. Volto di N. S. Gesù Cristo, nonchè di una rappresentanza della parrocchia di Nostra Signora di Czestochowa in Roma con il parroco d. Francesco Zambon e il gruppo dei ministranti sotto la guida di Piero Bittoni. E' all'opera anche la ripresa cinefotografica con Spinozzi Attilio e con Spinozzi Dario per tramandare alla storia momenti comunitari e individuali di notevole significato. Alla proclamazione in canto del vangelo segue la presentazione dei candidati ad opera del priore d. Fortunato e la loro elezione al presbiterato da parte di mons. Seccia. Nell'omelia
il presule sottolinea la dimensione contemplativa del sacerdozio monastico, sempre valida e fondamentale nella missione evangelizzatrice della Chiesa, esalta la multifirme creatività dello Spirito di santificazione e ne proclama l'universalità salvifica nel cuore della storia umana. Prosegue quindi il rito dell'ordinazione nei suoi elementi qualificanti con l'assunzione degli impegni da parte dei candidati in ordine al sacerdozio, con la loro prostrazione a terra avanti il presbitero, nel mentre risuonano con dolce accento implorante le litanie dei santi, affidate al cantore solista d. Leonardo Bux. Rialzatisi, gli ordinandi si pongono in ginocchio davanti al vescovo, che, a conclusione del canto dell'inno "Vieni, o Spirito Creatore", impone in silenzio le mani sul loro capo, imitato nel gesto da tutti i presbiteri presenti; proclama la solenne preghiera di consacrazione; riveste i candidati dell vesti sacerdotali; unge con il crisma le loro mani; consegna loro il pane e il vino per il sacrificio eucaristico: e li riceve all'abbraccio di pace insieme con tutti i concelebranti in segno di fraterna accoglienza nell'unico sacerdozio ministeriale di Cristo stesso.
Al termine del rito di ordinazione d. Carlo e d. Winceslas compaiono nella loro trepida semplicità, nel fiore della loro prima maturità, al cospetto dell'assemblea, che esplode in un applauso incontenibile all'indirizzo dei novelli araldi del vangelo e dei ministri dell'altare. Come sempre, nel corso della celebrazione, il canto svolge il ruolo di promozione compartecipata del sentimento del cuore e dell'anelito dello spirito. Alle note della melodia gregoriana, caratteristica della celebrazione a dimensione monastica, si abbina e intercala il canto dalla tonalità intensa e vibrante del "Coro S.Volto" sotto la direzione di Daniele Sorgi. Anche la consistente rappresentanza congolese interviene con la tipica musica cadenzata all'offertorio con il canto in lingua kinande "Bibuya bingaha munabwire - Tante meraviglie oggi". A concvlusione l'abate generale presenta a d. Winceslas l'augurio personale di mons. Sikuli Paluku Melchisedech, vescovo di Butembo-Beni, e assicura la partecipazione all'evento dell'intera sua diocesi, mentre il p. priore esprime sincera gratitudine a quanti in tante forme hanno promosso, organizzato e onorato la festa.
D.Carlo e d. Winceslas con volto ilare si concedono all'abbraccio caloroso e commosso dei presenti, distribuendo loro il santino ricordo dell'ordinazione sacerdotale. D. Carlo in particolare ha la gioia di abbracciare i suoi genitori Adamo ed Emilia, la sorella Gabriella con il marito Rodolfo e i figli Simona, Gianluca, Gianmarco, e la zia materna Suor Maria Pia. La festa, programmata da apposito comitato, coordinato da Martinelli Luigi e partecipata da tanti, continua e si conclude in altra sede...a base di porchetta, pizze, dolciumi, bevande..., e diventa gioia integrale della persona.
L'augurio più sincero di ogni bene nel Signore ai neo sacerdoti d. Carlo e d. Winceslas si fonde con il senso della più viva gratitudine a Dio e agli uomini, perchè la "festa" continui, ispiri e guidi i passi di tutti sulla via della vita.

d. Bruno Bianchi