IL BATTESIMO NELLA TRADIZIONE APOSTOLICA DI IPPOLITO DI ROMA

L'elaborazione di un rituale organico e completo del battesimo comincia a delinearsi in età subapostolica, ed è ormai un fatto compiuto nel secolo III. A questo proposito possiamo notare che la testimonianza della Tradizione apostolica di Ippolito di Roma è importantissima. L'iter attraverso cui si entra a far parte della comunità cristiana consiste in un lungo periodo di preparazione a cui coloro che si presentano per la prima volta ad ascoltare la parola di Do sono ammessi dopo un severo esame che tende ad appurarne le sincerità delle dipsosizioni, lo stato sociale e civile ed infine la professione. Ippolito, a questo proposito dà una casistica ampia, anche se non completa, dei mestieri e delle situazioni e si schiera, con la consueta intransigenza, contro ogni compromesso culturale e morale: chi vuole diventare cristiano deve rinunciare del tutto alle arti, alla scienza e alle attività pagane, altrimenti viene respinto inesorabilmente. Dunque, in Ippolito nessuna concessione viene fatta alla debolezza umana, in un rigore che richiama alla mente l'alternativa iniziale della Didaché.

I candidati che superano la prova seguono un corso triennale di istruzione, o catechesi, nome con il quale si indica un aspetto particolare del ministero della parola. Durante tale periodo, i catecumeni, che da accedentes sono diventati auditores, partecipano, ma in tono minore, alla vita ecclesiale poiché sono esclusi dalla dalla liturgia eucaristica e da un contatto diretto con i fedeli, e sono ammessi solo alla preghiera comunitaria che si tiene dopo l'istruzione: in particolare il doctor, che può essere indifferentemente un laico o un ecclesiastico, impone loro la mano e recita una preghiera, congedandoli subito.   

TEOLOGIA FILOSOFICA

La teologia è una disciplina intellettuale a pieno diritto, impegnata nei moltiinterrogativi che hanno suscitato l'interesse dell'umanità fin dagIi albori della storia. C'è un Dio? Come ci possiamo rappresentare Dio? Perché siamo qui? Domande simili a queste sono poste sia all'esterno sia all'interno della comunità cristiana. In che modo, dunque, queste riflessioni si collegano le une alle altre? In che modole riflessioni cristiane sulla natura di Dio si rapportano a quelle interne alla tradizione filosofica occidentale? C'è una base comune? La teologia filosofica s'interessa di ciò che può essere definito la "ricerca del fondamento comune" fra la fede cristiana e gli altri settori della vita intellettuale. Le "Cinque vie" di san Tommaso d'Aquino vengono spesso citate come esempio di teologia filosofica, in cui considerazioni e argomenti non-religiosi sono utilizzati per giungere a conclusioni religiose.   

DIACONIA

Diacono è colui che compie un'opera a favore o a servizio di un altro. Il vocabolo implica, secondariamente, l'idea di subordinazione verso la persona nel cui interesse l'opera vien fatta. Nello sviluppo organizzativo della Chiesa primitiva, diacono è il fedele al quale è affidata una mansione specifica nella evangelizzazione.

Non è possibile ricostruire dai testi del Nuovo Testamento l'origine dell'istituzione del diaconato. Gli Atti mostrano che apostoli, per far fronte ad una particolare situazione scelsero e imposero le mani a sette collaboratori, ai quali affidarono la "diaconia delle mense", ossia la distribuzione di cibo e bevande alle vedove della comunità.

I sette però collaborarono con gli apostoli anche nella "diaconia della parola", cioè nella missione di annunciare il vangelo, il servizio più eccellente che si possa rendere alla comunità e alla economia salvifica. 

Nell Chiesa primitiva vi furono forse anche delle diaconesse, quali Febe, "diaconessa della Chiesa di Cencre", e le vedove addette alla preghiera e all'esercizio della carità nella comunità.